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Robot al posto dei lavoratori in appalti: sciopero e agitazione nel magazzino Bonfiglioli di Bologna

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BOLOGNA – Robot al posto delle persone. Nel magazzino di Bonfiglioli Riduttori a Calderara (Bologna) si materializza una delle principali preoccupazioni del mondo del lavoro. In un recente incontro in Regione, infatti, il colosso bolognese avrebbe annunciato di voler investire in un progetto di automazione del magazzino che comporterebbe il potenziale totale esubero del personale attualmente impiegato nell’appalto, con Bcube, e nel subappalto, con Client Solution. Immediata la risposta dei lavoratori: le rsu di Bonfiglioli, di Bcube e di Client Solution hanno proclamato due ore di sciopero e svolto una assemblea congiunta ai cancelli per informare il personale e decidere insieme come costruire una mobilitazione che convinca l’azienda a fare un passo indietro rispetto a questa decisione giudicata “gravissima”. A sostegno della richiesta di apertura di un tavolo di confronto istituzionale, l’assemblea dei lavoratori di Bcube e Client Solution ha dato mandato alle rappresentanza sindacali di aprire lo stato di agitazione, proclamare il blocco degli straordinari e un primo pacchetto di 24 ore di sciopero che saranno articolate a partire da lunedì.

Del resto, la decisione ha colto di sorpresa i sindacati. “Viene comunicata senza alcun confronto con le rsu elette nello stabilimento di Calderara, senza alcuna comunicazione alle organizzazioni sindacali e senza che i dettagli di questo investimento e degli impatti sull’organizzazione del lavoro e sull’occupazione fossero illustrati in nessun incontro con le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori”, si legge in una nota della Fiom-Cgil di Bologna. “Il fatto che la nostra azienda pensi che un investimento in automazione debba portare in automatico a delle uscite è un precedente pericoloso e gravissimo per tutti. Mobilitarci insieme ai colleghi in appalto non è solo un necessario atto di solidarietà ma è fondamentale per il nostro futuro”, spiega Giamplacido Ottaviano, rsu Fiom Bonfiglioli. “La vertenza sull’appalto dura ormai da mesi: già nel corso del 2024 abbiamo dovuto mettere in campo 24 ore di sciopero a seguito della decisione di Bonfiglioli di reinternalizzare improvvisamente una parte delle nostre attività, generando un esubero di otto colleghi che, solo grazie alla nostra mobilitazione e al supporto degli operai Bonfiglioli, abbiamo alla fine gestito con un accordo”, racconta Alessio Pittarello, rsu Fiom Bcube.

“Non credo sia giusto scaricare eventuali problemi produttivi o gli effetti di strategie di investimento sempre su noi lavoratori in appalto e non penso sia dignitoso per le nostre professionalità che le decisioni sul nostro futuro vengano assunte sulle nostre teste senza alcun coinvolgimento”, sostiene. “Non possiamo arrenderci all’idea che gli investimenti sull’innovazione e l’automazione, tanto più se sostenuti anche con incentivi pubblici stanziati in legge di bilancio o con l’intervento delle Istituzioni locali, siano lo strumento per contrarre occupazione e diritti”, protesta Pasquale Di Domenico, segretario organizzativo della Fiom di Bologna. “Per questo abbiamo deciso di chiedere con urgenza la convocazione di un tavolo anche in sede istituzionale in cui Bonfiglioli fornisca tutte le informazioni su questo progetto e apra un confronto per contrattarne gli effetti sull’organizzazione del lavoro complessiva nel sito, garantendo continuità occupazionale per tutti i lavoratori, in appalto e non”, conclude.

(Foto di repertorio)
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