MODENA – Un utero di quasi quattro chili è stato rimosso con tecnica robotica mininvasiva a Modena, in una donna di 54 anni con obesità severa. L’intervento è stato eseguito al Policlinico modenese grazie al robot Da Vinci, che ogni anno viene utilizzato per circa 600 isterectomie e 50 procedure robotiche. È la prima volta che a Modena viene rimosso un utero di queste dimensioni. Si tratta anche di uno dei pochissimi interventi di questo tipo effettuati in Italia e il primo per un utero di queste dimensioni in Emilia-Romagna.
Normalmente, il peso medio di un utero non patologico si aggira tra i 60 e gli 80 grammi, che diminuiscono dopo la menopausa. La paziente aveva invece una massa uterina di dimensioni eccezionali, tanto che il fondo dell’utero arrivava a soli quattro centimetri dal fegato e occupava gran parte dell’addome. Il peso dell’organo rimosso è talmente straordinario che fa di questo intervento un caso record a livello nazionale. Nonostante la complessità, l’equipe è riuscita a eseguire l’intervento con approccio robotico mininvasivo, evitando la chirurgia tradizionale. “La dimensione dell’utero- spiega Carlo Alboni, responsabile della Chirurgia ginecologica mini-invasiva e robotica del Policlinico di Modena- determinava difficoltà a svolgere le normali funzioni fisiologiche e addirittura respirare, poiché esercitava una compressione abnorme all’interno dell’addome che occupava quasi completamente. A questi volumi l’utero diventa un organo patologico che compromette notevolmente la qualità di vita della paziente anche in una eventuale condizione di menopausa”.
L’operazione è durata circa tre ore e 15 minuti, con perdite di sangue molto contenute, e il decorso postoperatorio è stato regolare: la paziente ha potuto alzarsi e alimentarsi già dal primo giorno postoperatorio con controllo del dolore addominale. La donna è stata dimessa dopo due giorni di ricovero. L’eccezionalità dell’intervento risiede nell’averlo eseguito in una paziente con obesità severa- sottolinea ancora Alboni- un utero di queste dimensioni di norma viene rimosso, e con molte difficoltà, con la chirurgia laparotomica, cioè con un’ampia incisione dell’addome. Questa volta siamo riusciti a utilizzare la tecnica robotica mini-invasiva. Questo intervento rappresenta quindi un risultato di altissimo livello e dimostra come oggi sia possibile superare limiti che fino a pochi anni fa avrebbero reso inevitabile la chirurgia tradizionale. La combinazione tra esperienza chirurgica mini-invasiva, tecnologia robotica e il lavoro di equipe consente di affrontare con sicurezza anche i casi più complessi, garantendo al tempo stesso una perfetta risoluzione del problema chirurgico con un recupero rapido e basso rischio di complicanze per la paziente”.
Il raggiungimento di livelli, sottolinea dal canto suo Antonio La Marca, direttore di Ginecologia e ostetricia del Policlinico di Modena, “è possibile solo grazie a un lavoro di equipe ben coordinato e lungimirante. Grazie al supporto continuo della direzione aziendale e alla stretta collaborazione con anestesisti, infermieri e con tutto il personale sanitario, siamo oggi in grado di fornire prestazioni chirurgiche aggiornatissime e di elevato contenuto tecnologico”.
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