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Esercizio fisico strutturato, Ofi Lazio accoglie con favore il riconoscimento alla Camera del ruolo del fisioterapista

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ROMA – L’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio esprime vivo apprezzamento per il percorso istituzionale che ha portato al riconoscimento del ruolo del fisioterapista nel sistema interdisciplinare finalizzato alla promozione dell’esercizio fisico strutturato, come evidenziato dalla comunicazione della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista.

“Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Fnofi per l’intensa attività di monitoraggio, rappresentanza e interlocuzione istituzionale svolta in questi mesi, nonché alle Istituzioni, al Parlamento e al Governo, che hanno saputo riconoscere il valore di un approccio fondato sulla collaborazione interdisciplinare e sulla valorizzazione delle competenze delle professioni sanitarie nella prevenzione e nella promozione della salute”, dichiara il presidente dell’Ofi Lazio Annamaria Servadio.

Il riconoscimento del fisioterapista nei percorsi di esercizio fisico strutturato rappresenta un passaggio significativo verso un modello di sanità sempre più orientato alla prevenzione, all’appropriatezza delle prestazioni e alla presa in carico della persona lungo tutto il percorso di cura.

Questo importante risultato apre ora una nuova fase, nella quale sarà fondamentale definire e attuare modelli organizzativi che coinvolgano le Palestre della Salute. Affinché tali modelli siano realmente efficaci, sarà necessario integrare in modo chiaro e coerente il percorso sanitario e quello di promozione della salute, definendo responsabilità, competenze, ruoli e modalità operative nel pieno rispetto dei diversi ambiti di intervento.

Il fisioterapista, per formazione e competenze, rappresenta il professionista sanitario di riferimento nella valutazione funzionale, nella definizione e gestione dell’esercizio fisico strutturato rivolto alle persone che presentano condizioni cliniche o fattori di rischio che richiedono un percorso sanitario qualificato.

In questo contesto, le Palestre della Salute possono rappresentare un elemento strategico della rete territoriale, configurandosi come luoghi nei quali garantire la continuità del percorso di presa in carico dopo la conclusione della fase riabilitativa. Esse sono destinate ad accogliere persone che abbiano raggiunto una condizione di stabilità clinica e funzionale e che necessitino di un programma di esercizio fisico strutturato e finalizzato al mantenimento dei risultati conseguiti, alla prevenzione del decadimento funzionale, alla riduzione del rischio di recidive e complicanze e alla promozione di uno stile di vita attivo. In tale prospettiva, le Palestre della Salute non rappresentano un’alternativa alla riabilitazione sanitaria, bensì la naturale prosecuzione di un percorso, in un modello integrato che valorizza la continuità tra sanità e comunità.

“È altrettanto importante- prosegue il presidente Servadio- ricordare come la prevenzione rappresenti oggi una delle principali sfide del nostro Servizio sanitario. I fisioterapisti sono chiamati a essere protagonisti di questa profonda trasformazione, contribuendo con le proprie competenze alla prevenzione della disabilità, delle patologie croniche e della fragilità e partecipando attivamente alle scelte di programmazione sanitaria di medio e lungo periodo. Investire nella fisioterapia significa investire in salute, sostenibilità e qualità della vita. Occorre inoltre guardare all’evoluzione dell’assistenza territoriale e al progressivo sviluppo della sanità di prossimità e di comunità, che richiedono modelli organizzativi sempre più orientati all’integrazione tra professionisti e servizi. In questo contesto, il fisioterapista è chiamato a svolgere un ruolo strategico nella continuità dei percorsi assistenziali e socioriabilitativi delle persone con disabilità e con patologie croniche, in particolare nelle fasi di stabilità clinica. Grazie alle proprie competenze nella valutazione e nel monitoraggio della funzionalità, può rappresentare il professionista sanitario di riferimento per garantire la continuità della presa in carico, coordinando il percorso riabilitativo in raccordo con gli altri professionisti coinvolti e favorendo l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociosanitari. Il fisioterapista contribuisce inoltre a monitorare l’evoluzione del quadro funzionale, a orientare la persona e la famiglia nell’accesso ai servizi e a promuovere interventi appropriati, tempestivi e coerenti con gli obiettivi di salute, assicurando che il percorso assistenziale mantenga efficacia, continuità e centralità della persona nel tempo. In tale prospettiva, le funzioni di case management per il fisioterapista rappresentano un’evoluzione coerente con i nuovi modelli di assistenza territoriale orientati alla presa in carico multidisciplinare”.

L’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio conferma la propria disponibilità a collaborare con la Regione Lazio, con le Istituzioni e con tutti gli attori del sistema sanitario affinché i provvedimenti attuativi possano tradurre questo importante riconoscimento normativo in modelli organizzativi moderni, fondati sull’integrazione professionale, sulle evidenze scientifiche e sulla centralità della persona.

L’Ofi Lazio auspica che questo percorso rappresenti l’occasione per consolidare una visione della fisioterapia sempre più orientata alla prevenzione, alla continuità delle cure e alla presa in carico delle persone con patologie croniche e disabilità, riconoscendo il fisioterapista quale professionista essenziale nello sviluppo di un Servizio sanitario capace di coniugare qualità delle cure, sostenibilità e prossimità ai bisogni dei cittadini.
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