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Crans Montana, Schillaci soddisfatto del Servizio sanitario nazionale: “Ha risposto bene”

SanitàCrans Montana, Schillaci soddisfatto del Servizio sanitario nazionale: “Ha risposto bene”

di Francesco Demofonti e Marco Sacchetti

ROMA – “L’evento di Crans-Montana è stato una strage e una tragedia che ha colpito profondamente tutti noi. Il governo ha seguito da vicino ogni momento di questa emergenza, assicurando sostegno continuo alle famiglie e ai feriti. Io stesso mi sono recato a Milano a visitare i feriti, le famiglie e a ringraziare tutti gli operatori sanitari. Voglio essere chiaro su un punto: il Servizio sanitario nazionale ha risposto. E ha risposto bene”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo al question time alla Camera su elementi e iniziative in ordine alla disponibilità e all’utilizzo di tessuti cutanei a scopo di trapianto per la cura dei cosiddetti grandi ustionati. “I pazienti con ustioni molto estese- ha proseguito- sono stati accolti presso strutture ospedaliere di alta specializzazione, in particolare l’ospedale Niguarda di Milano, che hanno garantito percorsi assistenziali complessi, multidisciplinari, ad alta intensità di cura. Parliamo di trattamenti che richiedono competenze eccezionali, équipe dedicate, tecnologie avanzate. E il nostro Servizio sanitario nazionale ha dimostrato di averle”.

“Ma c’è un dato che voglio sottolineare- ha evidenziato l’esponente del governo- perché dice molto sulla solidità del nostro sistema trapianti. A differenza di altre Nazioni europee coinvolte nell’emergenza, l’Italia non ha dovuto importare tessuto cutaneo dall’estero. Non ne abbiamo avuto bisogno. Perché la Rete nazionale delle Banche della cute ha garantito l’autosufficienza. E questo non è un caso. È il risultato di anni di organizzazione, cultura della donazione, investimenti”.”La nostra Nazione- ha ricordato il ministro della Salute- può contare su 30 Banche dei tessuti, di cui cinque specializzate nella conservazione e processazione della cute. Nel corso del 2024 queste strutture hanno ricevuto, lavorato e conservato circa 927mila centimetri quadrati di cute. A fronte dell’emergenza di Crans-Montana, la Banca della cute dell’ospedale Niguarda ha distribuito oltre 19.700 centimetri quadrati di tessuto. Oggi risultano disponibili presso la stessa banca circa 37mila centimetri quadrati e sono in programmazione ulteriori recuperi”.

“Sulla base delle valutazioni cliniche aggiornate- ha reso noto- si stima che per il completamento del trattamento dei feriti serviranno ulteriori centimetri quadrati di tessuto che la Banca già ha in autonomia. E comunque, per la sicurezza del sistema, abbiamo formalizzato la disponibilità di altre Banche della cute”. “Questo- ha poi dichiarato Orazio Schillaci- è un sistema che funziona. Un sistema coordinato dal Centro nazionale trapianti, che opera attraverso la Rete nazionale, che garantisce donazione, prelievo, conservazione e utilizzo di organi e tessuti. Questo sistema si regge su un presupposto fondamentale: la disponibilità di organi e tessuti dipende dal consenso espresso in vita dai cittadini. È un atto di responsabilità civile. È un gesto di solidarietà verso l’intera collettività. Per questo, come ministero rafforzeremo le iniziative di sensibilizzazione con campagne di comunicazione, formazione degli operatori, potenziamento dei centri trapianto”. “L’evento di Crans-Montana ha messo in evidenza il valore strategico della capacità di risposta emergenziale del nostro Servizio sanitario nazionale. E il Servizio ha dimostrato di essere all’altezza sul piano clinico e su quello organizzativo. Continueremo a lavorare per garantire un adeguato approvvigionamento di tessuti, per valorizzare questo patrimonio di competenze e organizzazione, per assicurare che il Sistema sanitario nazionale sia sempre pronto soprattutto in situazioni di emergenza. Perché- ha concluso Schillaci- il nostro Servizio sanitario nazionale quando serve sa rispondere”.

MILANO, DAL NIGUARDA AL POLICLINICO UN FERITO DI CRANS MONTANA

Uno dei ragazzi feriti a Crans Montana
ricoverato all’ospedale Niguarda è stato trasferito al
Policlinico di Milano nelle scorse ore. L’aggiornamento è
dell’assessore al welfare Guido Bertolaso che specifica che il
paziente, che non è tra i più ustionati, ha però una grave
insufficienza respiratoria che impatta su una patologia
precedente e necessita di trattamento specifico. La scelta del
Policlinico, condivisa tra gli specialisti, è motivata dalla sua
specializzazione nelle insufficienze respiratorie e dall’elevata
esperienza clinica nell'”ECMO (Extra Corporeal Membrane
Oxygenation), metodologia grazie alla quale il sangue viene
prelevato dal corpo, ossigenato artificialmente e poi reimmesso,
permettendo ai polmoni danneggiati di riposarsi e guarire mentre
l’ECMO supporta la funzione respiratoria”, precisa Bertolaso.
L’ufficio stampa di Regione Lombardia sottolinea che non sono
previsti aggiornamenti clinici alla stampa sul paziente.

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